Questo articolo fornisce tutte le informazioni necessarie, in particolare su come seminare il tagete, per coltivare con successo questo fiore meraviglioso, dalla preparazione del semenzaio alla messa a dimora, con consigli specifici per le diverse zone climatiche italiane.
Il tagete è uno dei fiori ornamentali più apprezzati nei giardini italiani, non solo per la sua bellezza e i suoi colori vivaci, ma anche per le sue proprietà benefiche nell’orto.
Indice dei contenuti
Che cos’è il tagete: caratteristiche e varietà
Il tagete (Tagetes L.) è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria del Centro e Sud America. Conosciuto anche come “garofano indiano” o “puzzola”, il tagete si distingue per i suoi fiori dai colori brillanti che vanno dal giallo all’arancione, fino al rosso scuro, e per il caratteristico odore pungente delle foglie.
Le varietà più comuni coltivate in Italia sono:
- Tagete patula: chiamato anche tagete nano o francese, raggiunge un’altezza di 20-30 cm e presenta fiori piccoli e compatti.
- Tagete erecta: noto come tagete africano, può arrivare fino a 90 cm di altezza con fiori grandi e vistosi.
- Tagete tenuifolia: chiamato anche tagete messicano, ha un portamento più delicato con fiori più piccoli e fogliame finemente suddiviso.
Come seminare il tagete: il periodo ideale
La scelta del momento giusto per seminare il tagete è fondamentale per garantire una fioritura abbondante. Essendo una pianta che teme il freddo, è necessario rispettare i tempi di semina in base alla zona climatica.
Semina in semenzaio
La semina in semenzaio è l’opzione ideale nelle regioni del Nord e Centro Italia, dove le temperature primaverili possono essere ancora variabili:
- Nord Italia: preparare il semenzaio da fine febbraio a metà marzo, mantenendolo in ambiente protetto.
- Centro Italia: iniziare la semina in semenzaio da metà febbraio a inizio marzo.
- Sud Italia e Isole: è possibile anticipare la semina in semenzaio già da inizio febbraio.
Semina diretta in piena terra
La semina diretta all’aperto è consigliata solo quando non c’è più rischio di gelate:
- Nord Italia: da metà aprile a maggio inoltrato.
- Centro Italia: da inizio aprile a maggio.
- Sud Italia e Isole: da fine marzo a tutto aprile.
Come preparare un semenzaio fai da te per il tagete
Il semenzaio rappresenta la soluzione ottimale per ottenere piantine sane e robuste prima del trapianto definitivo. Ecco come realizzare un semenzaio fai da te efficace:
- Contenitori: utilizzare vasetti biodegradabili, alveoli di plastica o anche contenitori di recupero come vaschette di yogurt (con fori di drenaggio).
- Substrato: preparare un mix di terriccio specifico per semina (leggero e sterile) e sabbia fine in rapporto 3:1.
- Semina: disporre i semi sulla superficie del terriccio, distanziandoli di circa 1 cm, e coprirli con un sottile strato di terriccio (massimo 0,5 cm).
- Umidità: nebulizzare acqua tiepida sulla superficie e coprire con pellicola trasparente o un coperchio per creare un ambiente umido.
- Temperatura: mantenere una temperatura costante di 18-20°C.
- Luce: posizionare il semenzaio in un luogo luminoso ma senza esposizione diretta al sole, in caso di illuminazione insufficiente, bisogna utilizzare una lampada LED:
I semi di tagete germogliano generalmente in 7-10 giorni. Quando le piantine presentano 2-3 coppie di foglie vere (dopo circa 3-4 settimane dalla semina), sono pronte per essere trapiantate.
Il trapianto e il sesto d’impianto del tagete
Il trapianto delle piantine di tagete deve avvenire quando sono sufficientemente sviluppate e quando le temperature notturne non scendono sotto i 10°C.
Sesto d’impianto consigliato
Per ottenere una crescita ottimale, è importante rispettare le distanze di piantagione in base alla varietà:
- Tagete patula (nano): 20-25 cm tra una pianta e l’altra.
- Tagete erecta (africano): 30-40 cm di distanza.
- Tagete tenuifolia (messicano): 25-30 cm tra le piante.
Per creare bordure o macchie di colore compatte, le distanze possono essere ridotte leggermente, tenendo presente che una densità eccessiva può favorire l’insorgenza di malattie fungine.
Il terreno ideale per la coltivazione del tagete
Il tagete non è particolarmente esigente quanto al tipo di terreno, ma cresce meglio in condizioni specifiche:
- Composizione: predilige terreni di medio impasto, ben drenati.
- pH: leggermente acido o neutro (6,0-7,0).
- Preparazione: lavorare il terreno a una profondità di 15-20 cm, incorporando compost maturo o letame ben decomposto.
- Drenaggio: fondamentale per evitare ristagni idrici che possono causare marciumi radicali.
In caso di terreni pesanti e argillosi, è consigliabile aggiungere sabbia grossolana o perlite per migliorare il drenaggio.
Cura e manutenzione delle piante di tagete
Dopo la semina e il trapianto, la coltivazione del tagete richiede alcune cure basilari:
- Irrigazione: moderata e regolare, lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Evitare di bagnare foglie e fiori.
- Concimazione: un apporto di fertilizzante bilanciato ogni 2-3 settimane durante la stagione vegetativa favorisce una fioritura abbondante.
- Rimozione dei fiori appassiti: la pratica della “cimatura” stimola la produzione di nuovi fiori e mantiene la pianta compatta.
Malattie e parassiti comuni del tagete
Nonostante sia una pianta generalmente resistente, il tagete può essere soggetto ad alcune problematiche:
Malattie fungine
- Oidio: si manifesta con una patina biancastra su foglie e steli. Favorito da umidità elevata e scarsa ventilazione.
- Marciume radicale: causato da ristagni idrici, si presenta con ingiallimento delle foglie e deterioramento delle radici.
Parassiti
- Afidi: possono infestare germogli e boccioli. Trattare con insetticidi naturali o macerato di ortica.
- Lumache e chiocciole: attratte dalle giovani piantine. Utilizzare barriere fisiche o esche specifiche a base di fosfato ferrico.
Curiosamente, il tagete è naturalmente resistente a molti parassiti del terreno, come i nematodi, grazie alle sostanze che rilascia dalle radici, questa caratteristica è utile anche per tenerli lontani dalle piante vicino, ecco perché il tagete è ottimo in consociazione con i pomodori, come vedremo tra poco!
Il tagete nell’orto: benefici e consociazioni
Una delle caratteristiche più interessanti del tagete è il suo utilizzo come pianta compagna nell’orto. Presenta infatti numerosi vantaggi:
Azione repellente
Le radici del tagete rilasciano sostanze che hanno un’azione nematocida e repellente verso diversi insetti dannosi, come la mosca bianca.
Consociazioni vantaggiose
Il tagete si rivela particolarmente utile se piantato vicino a:
- Pomodori: li protegge dai nematodi e dalla mosca bianca.
- Cavoli e brassicacee: riduce l’attacco di alcuni parassiti specifici.
- Carote: allontana la mosca della carota.
- Rose e altre ornamentali: protegge dagli afidi.
È consigliabile piantare il tagete sia lungo i bordi delle aiuole dell’orto, sia intercalato tra le file di ortaggi sensibili ai nematodi.
Raccolta e conservazione dei semi di tagete
Per chi desidera ottenere semi per l’anno successivo, è sufficiente lasciare seccare alcuni fiori sulla pianta fino a completa maturazione.
I semi si trovano all’interno del calice fiorale e possono essere facilmente estratti quando questo è completamente secco.
Una volta raccolti, vanno conservati in un luogo fresco e asciutto, preferibilmente in contenitori ermetici, dove mantengono la vitalità per 2-3 anni.
Conclusioni
La semina del tagete rappresenta un’ottima scelta sia per abbellire giardini e balconi con i suoi colori vivaci, sia per proteggere naturalmente l’orto da numerosi parassiti.
Seguendo le indicazioni su tempi di semina, preparazione del semenzaio e cura delle piantine, anche i giardinieri meno esperti potranno ottenere risultati soddisfacenti con questo fiore versatile e benefico.
La sua coltivazione, relativamente semplice e alla portata di tutti, permette di sfruttarne appieno le qualità ornamentali e protettive, riducendo al contempo l’utilizzo di prodotti chimici nell’orto.
Buon Semenzaio!
