In questo articolo vediamo come ripicchettare le piantine nate in semenzaio. Il trapianto delle piantine rappresenta una fase determinante per il loro corretto sviluppo.
Il processo di trasferimento delle giovani piante nate in semenzaio in contenitori più spaziosi richiede non solo precisione nel momento della realizzazione, ma anche una particolare cura nell’esecuzione.
La crescita ottimale delle piante dipende significativamente da questa operazione che, se eseguita correttamente, favorisce lo sviluppo di un apparato radicale robusto e di una struttura vegetativa equilibrata.
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Video su come ripicchettare le piantine nate in semenzaio
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Quando ripicchettare le piantine
Quando notate che le piantine hanno sviluppato la seconda coppia di foglie vere e possiedono un fusto abbastanza forte da reggersi senza supporto, è arrivato il momento opportuno per procedere con il ripicchettamento.
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Cosa occorre per ripicchettare le piantine
Nel rinvasare correttamente le piante, impiego un substrato indicato per la semina. Negli anni ho riscontrato che i prodotti professionali dedicati alla semina e coltivazione in semenzaio permettono di avere notevoli vantaggi rispetto a terricci generici, ad esempio:
- Sostanze nutritive complete per le piantine sino a 15 giorni di vita;
- Assenza di moscerini.
Il terreno necessita di conservare un livello di umidità equilibrato, evitando ristagni d’acqua, per favorire una crescita sana dell’apparato radicale. Creare condizioni ideali per lo sviluppo delle radici richiede un substrato né troppo secco né eccessivamente intriso d’acqua.
Per il ripicchettamento in contenitori singoli servono vasetti come questi:
Il ripicchettamento non è uguale per tutti
Il ripicchettamento varia secondo la specie vegetale. Per preservare le radici poco profonde di rucola e insalate, è consigliabile estrarre completamente il panetto di terra.
I pomodori, diversamente, possono essere interrati più in profondità poiché hanno la capacità di sviluppare radici lungo il fusto, conferendo maggiore robustezza alla pianta.
Cosa fare dopo aver ripicchettato le piantine
Durante le 48-72 ore iniziali post ripicchettamento, dedico particolare attenzione all’osservazione delle piantine per valutarne l’adattamento al nuovo ambiente.
Le solanacee richiedono un clima con temperature stabili di circa 22-23°C, mentre ortaggi come rucola e cicoria possono crescere bene anche in condizioni termiche inferiori.
Per quanto riguarda l’acqua, è consigliabile irrigare con delicatezza, dirigendo il flusso verso i bordi del contenitore così da proteggere i fusti giovani e fragili da potenziali danni.
Quale concime usare
Dopo il ripicchettamento, il substrato iniziale garantisce nutrimento alle piantine per circa due settimane. Per mantenere una crescita vigorosa, soprattutto nel caso delle solanacee, aggiungo successivamente concimi organici a rilascio graduale.
Il compost derivato dall’attività dei lombrichi (humus di lombrico) si rivela una valida opzione, sia come sostituto che come integrazione alla fertilizzazione convenzionale. Ho portato a termine un test completo, i risultati sono stati eclatanti!
Anche il prodotto Solabiol Orti e Giardini offre risultati notevoli per arricchire il terreno.
Quest’anno, nel semenzaio, sto utilizzando il concime Algasan, sempre di Solabiol.
Anche su questo concime biologico è disponibile un video test su alcune piantine di peperoncini habanero:
Conclusioni
Il tempismo ottimale nel ripicchettamento si rivela fondamentale per il successo dell’operazione. Le probabilità di ottenere buoni risultati aumentano considerevolmente quando si attende che le piantine raggiungano le dimensioni adeguate.
Tutto il lavoro dedicato nel semenzaio rischia di essere vanificato quando l’intervento avviene in modo prematuro o eccessivamente ritardato, poiché questo può influire negativamente sullo sviluppo delle piante.
La pazienza rappresenta quindi un elemento essenziale per garantire un ripicchettamento efficace.
Buon Semenzaio!
